All'università ti insegnano a progettare senza affrontare specifiche richieste del committente, senza vincoli legislativi ma soprattutto senza includere il punto di vista delle persone su cui il tuo lavoro andrà ad impattare. Tra una esercitazione accademica e la realtà che ogni progettista affronta quotidianamente c'è una distanza siderale. Manca confrontarsi con le richieste della committenza, manca la conoscenza del contesto legislativo essenziale per lavorare rispettando la legalità ma soprattutto manca la capacità di ascoltare il contesto sociale. Senza una committenza sensibile al contesto sociale, senza una generazione di progettisti formati per ascoltare non solo il committente ma anche senza cittadini informati e competenti nel fare sentire le proprie ragioni nel rispetto delle leggi vigenti ci troveremo davanti a situazioni come quella del Pilastro(*). Il progetto per il Museo dei Bambini di Bologna(**) è un case study esemplare, quando un contesto sociale delicato non viene incluso fin dall'inizio del processo progettuale non stupisce se le cose finiscono per degenerare. In conclusione la lezione del Pilastro spero che non vada sprecata e che gli attori in campo trovino una composizione delle istanze di ognuno imparando ad ascoltare le ragioni di tutti, non solo le proprie. Ascoltare, non imporre.
(*)https://bologna.repubblica.it/cronaca/2026/03/04/news/pilastro_cantiere_muba_operai_attivisti_presidio-425198848/
(**)https://www.comune.bologna.it/novita/comunicati-stampa/partono-i-lavori-realizzare-il-museo-delle-bambine-e-dei-bambini-di-bologna-nel-cuore-del-pilastro


Commenti
Posta un commento